Durante il periodo Meji (1868-1912), il karate uscì dalla sua segretezza e grazie al commissario delle scuole pubbliche, (Shintaro Ogawa) nel 1902 venne insegnato nelle scuole. Nel 1906 dopo la guerra Russo ­ Giapponese, il Maestro Funakoshi convince alcuni amici a dare dimostrazioni pubbliche e assieme girano l'isola di Okinawa. Durante gli anni 1914 ­ 1915, un gruppo che comprendeva i seguenti Maestri: Motobu ­ Mabuni ­ Kyan ­ Gusukuma ­ Tokumura ­ Ishikawa ­ Yabida ­ e il Maestro Funakoshi , rese pubblico il karate nelle città di Shuri e Naha. Fu grazie alle dimostrazioni condotte senza tregua da questo gruppo che il karate divenne ben conosciuto al pubblico, per lo meno ad Okinawa. Nel 1916 ­ 1917 il Maestro Funakoshi, continuando a riscuotere sempre un più largo consenso riguardo al karate, fu inviato quale rappresentante di Okinawa, al Butokuden di kyoto, centro ufficiale delle arti marziali, Il 6 marzo 1921 il principe imperiale Hiro Hito, allora principe di corona, in viaggio verso l'Europa, si ferma a Okinawa per visitarla. E' un avvenimento eccezionale. Il Maestro Funakoshi è incaricato di dirigere una dimostrazione di karate nelle sale del castello di Shuri. Nel 1922, un anno dopo questo avvenimento, è organizzata a kyoto un'esposizione nazionale di educazione fisica e il Maestro Funakoshi su invito del ministero dell'educazione fisica viene incaricato a preparare la dimostrazione di karate. Egli pensa di ritornare a Okinawa dopo queste dimostrazioni. Il Maestro Jigoro Kano, fondatore del Judo, che ricopre importanti funzioni al ministero dell'Educazione, lo invita a tenere una presentazione di karate nel suo dojo Kodokan, a Tokyo. Il Maestro Funakoshi accetta l'invito pensando di prolungare il suo soggiorno a Hondo di qualche giorno soltanto ma ricevette forti pressioni ed inviti da parecchi gruppi, dalla famiglia Sho, discendente dall'ultimo Re di Okinawa, Sho Tai, dal Kodokan, dall' accademia militare di Educazione fisica ed inoltre da altre dieci associazioni ed organizzazioni che invitavano il Maestro Funakoshi a dare dimostrazioni e delucidazioni più dettagliate sul karate. In seguito agli incoraggiamenti ricevuti da Jigoro Kano dopo queste dimostrazioni, il Maestro Funakoshi decide di restare a Tokyo per diffondere l'arte del suo paese. All'età di 53 anni, Gichin Funakoshi abbandona le sue funzioni di insegnante e lasciando la moglie e figli a Okinawa, comincia a vivere da solo a Tokyo, per diffondervi il karate. Si ritrova senza lavoro ma con la passione di far conoscere l'arte della sua regione ai Giapponesi che considerano quest'arte un po' come un'isola straniera. In quest'epoca la popolazione di Okinawa aspira ad affermare la sua identità culturale ai Giapponesi, Funakoshi non fa eccezione e la sua passione per la diffusione del karate è manifestazione di questa volontà collettiva. La dimostrazione al Kodokan ebbe luogo

il 17 maggio 1922. Shinkin Gima, originario di Okinawa e studente all'università che partecipa a questa dimostrazione, racconta: "per la dimostrazione, il Maestro Funakoshi ha fatto innanzi tutto una presentazione del karate di Okinawa e del percorso di ognuno di noi, poi ha eseguito il kata Ku Sha Ku, in seguito io ho eseguito Nai Fanchi. Dopo la dimostrazione dei kata, abbiamo mostrato il combattimento convenzionale. Dopo la dimostrazione il Maestro Jigoro Kano ha detto: "Signor Funakoshi, penso che il karate sia un'arte onorevole, se pensa di diffonderla a Hondo, potrei darle un aiuto , qualunque esso sia. Mi dica cosa posso fare per lei"! Sono certo che è a seguito di queste parole di incoraggiamento che il Maestro Funakoshi ha deciso di rinunciare a far ritorno a Okinawa. Non avendo alcuna risorsa, il Maestro Funakoshi lavora come portinaio in un pensionato per studenti originari di Okinawa chiamato (Meisei juku) e alloggia in una camera di 5 metri quadrati. Il suo lavoro principale è la pulizia quotidiana della casa e del giardino, la distribuzione della posta agli studenti e l'accoglienza ai visitatori. Il suo lavoro corrisponde all'affitto, gli occorre quindi guadagnare per nutrirsi, per questo ottiene il permesso di utilizzare la sala conferenze per insegnare il karate. All'inizio ha solo pochissimi allievi: "avevo talvolta l'impressione di lottare da solo, senza avversari" racconta. Tuttavia, in capo a due, tre anni, il numero di allievi comincia ad aumentare, gruppi di studenti di molte università formano dei club di karate. Il particolare modo di insegnamento e di trasmissione del karate in Giappone, si costituirà a partire dai rapporti gerarchici tra studenti. Questi rapporti formano degli ingranaggi tra studenti ed ex allievi della stesa università, non soltanto nel campo dello sport o delle arti marziali ma anche nelle relazioni di lavoro all'interno di una stessa impresa o tra aziende diverse. Di fatto, la dinamica sociale in Giappone, si basa spesso su questo tipo di relazione gerarchiche e le scuole di karate che hanno conosciuto una grande estensione si sono appoggiate su questi canali tipici del Giappone. E' per questo che la diffusione del karate nelle diverse università è stata molto importante. Il Maestro Funakoshi scrive: "In quell'epoca, vivevo ogni giorno con l'impressione di vedere un chiarore che si ingrandiva poco a poco nella notte tenebrosa….non era più quindi, una lotta senza avversario,….. il mio petto si gonfiava di gioia.

Nel 1935, il Maestro Funakoshi scrive il libro intitolato Karate ­ Do, tradotto (testo base di insegnamento del Karate ­ Do). E' senza dubbio, il periodo più felice della sua vita. Già diverse università di Tokyo hanno aderito al suo insegnamento, il numero di allievi aumenta ogni giorno, egli va a insegnare in università diverse. La sua situazione materiale migliora, il primo dojo di karate è costruito nel 1938 dai suoi allievi che si sono tassati per molti anni a questo scopo e si appoggiano alla rete degli ex allievi delle loro università. Chiamano questo dojo: Shotokan ( La casa nel fruscio della pineta).

Il Maestro Funakoshi scrive i venti precetti della via del karate quando il Giappone è già in guerra con la Cina dal 1937.