Lo studente di karate ­ do tradizionale riceve attraverso la pratica il modo migliore di ampliare le proprie capacitā mentali e fisiche. Con la continua ricerca di miglioramento tecnico e culturale, sopravviene un ampliamento di tutte le capacitā che tramite una pratica costante e metodica ricerca, testimoniano il grado raggiunto. I gradi associati alle cinture che tengono fermo il karategi dello studente si suddividono in KYU e DAN.

L'insegnamento impartito con metodo didattico/scientifico graduale, permette di far crescere lo studente di karate ­ do fino ai massimi livelli di preparazione ginnica e coordinativa portandolo al livello massimo di concentrazione mentale per l'utilizzo al meglio del proprio corpo e raggiungere la massima potenza applicativa.

Anticamente, nel dojo veniva eseguito il rito del Soji "pulizia". Gli studenti, usavano scope, strofinacci e pulivano l'ambiente, lasciandolo in ordine per i successivi allenamenti. Tale gesto č simbolo della purificazione del corpo e della mente; gli studenti si preparano ad affrontare il mondo con umiltā.

L'umiltā č una dote necessaria per apprendere e per insegnare l'arte del karate ­ do; Su questo presupposto si stabilisce il primo rapporto tra insegnante e studenti, destinato a durare nel tempo ed a tramutarsi in una solida amicizia anche fuori dalla palestra con grande beneficio per l'essere umano e per il karate ­ do.

DO=VIA - JO=LUOGO, letteralmente il luogo dove si ricerca e si pratica la "VIA".

E' il luogo dove si svolge l'allenamento e lo studio del karate ­ do, ma č anche simbolo di profondo rapporto che si crea tra il praticante l'arte marziale e il proprio maestro, aspetto della cultura orientale che individua il dojo quale luogo di isolamento e di meditazione.

Luogo dove si tempra il carattere, si perfeziona lo spirito e si ricerca la tecnica.