La Pratica
Nella vita di tutti i giorni, lo spostamento è
generalmente inteso come atto motorio più o meno veloce. Ci si sposta dal primo giorno di vita, inizialmente con movimenti semplici poi con maggiori complessità e naturalezza. Spostarsi nel modo corretto migliora tutte le funzioni organiche,
nervose e vestibolari. Approfondendo il concetto, si può definire lo spostamento come "capacità di differenziazione spazio temporale". L'elemento spaziale riguarda la capacità dell'individuo di porsi in rapporto, agli oggetti e alle persone
circostanti. Lo sviluppo di questa dimensione avviene nei primi giorni di vita, quando l'acquisizione dei concetti tipologici (sopra, sotto, dentro , fuori, vicino, lontano, ecc.) è posta in relazione diretta con il proprio corpo. Una buona
interiorizzazione di questi concetti permette al bambino di assumere ruoli diversi nei giochi di squadra e di comprendere ed attuare strategie individuali e di gruppo. La componente temporale consente di valutare il tempo necessario a compiere
un'azione. Essa rende possibile la regolamentazione delle pause tra il fine di un movimento e l'inizio del successivo e consente gradualmente di giungere alla consapevolezza della durata dei periodi di attività e di riposo. Si potrà così
cronometrare interiormente il tempo necessario allo svolgimento dell'azione. Appare evidente L'importanza di fornire informazioni corrette al bambino durante l'età di crescita, affinchè possa svilupparsi in età adulta, privo delle numerose
problematiche connesse al camminare. Nella pratica del karate le capacità spazio temporali vengono sollecitate in modo differenziato. Nel karate, attaccante e difensore (tori uke) si spostano in relazione alla strategia da attuare. Nello
studio del karate do sono stati codificati diversi tipi di spostamenti che associati alle singole tecniche, ne determinano la massima efficacia. La definizione di spostamento è sintetizzata nel termine "ayumi ashi" (camminare regolarmente).
Nell'andatura fisiologicamente corretta, l'uso dello hara (fianchi), collegato a quello delle gambe, garantisce la maggiore stabilità, anche nel caso si venga sottoposti a spinte o strattoni. Le prime lezioni di karate sono caratterizzate
proprio dallo studio degli spostamenti, il principiante si muove con spostamenti irregolari, mentre l'esperto è misurato e leggero, scivola sul terreno come se tra questo ed i suoi piedi ci fosse un sottile foglio di carta. Nel karate
spostarsi con precisione e senso della distanza è indice di grado superiore. Ecco perché nell'allenamento degli esperti di karate oltre ai vari tipi di tecniche si studiano i kata, nei quali appoggio e direzione assumono una importanza
fondamentale. I metodi di spostamento sono stati codificati al fine di facilitarne l'apprendimento; Prendendo come riferimento la posizione zenkutsudachi (posizione frontale) troviamo: YORI ASHI
(Scivolare, mandare). Si esegue facendo scivolare la gamba anteriore nella direzione desiderata con il conseguente trascinamento del corpo. SURI ASHI
(aggiungere, incontrare). Si avvicina la gamba posteriore a quella anteriore con conseguente slancio del corpo in avanti. FUMIKAE ASHI
(cambiare gamba). Mantenendo la posizione frontale si allineano i piedi alternando la gamba anteriore. UMIDASHI
(entrare avanzando). Si esegue uno spostamento del corpo in avanti. Lo studio del kihon e del kumite approfondisce altri tipi di spostamento. KAITEN ASHI
(rotazione). Lo spostamento può essere associato sia ad una difesa che ad un attacco. TENKAN (inversione di direzione). Contro un attacco alle spalle. IRIMI (penetrare). Tecnica di deai: l'attacco anticipa l'avversario.
TAISABACHI
(schivare). Deviazione del corpo mentre si subisce un attacco improvviso o nella fase di un attacco. Tutti gli spostamenti citati sono inseriti nei kata ed è per questo motivo che lo studio degli stessi deve essere approfondito con la massima cura così che il kata diventi espressione di situazioni reali. Il karate do è lo studio della definitiva: lo spostamento effettuato con tempismo e precisione rappresenta la massima efficacia.