La Pratica
Il tradizionale significato del karate si
esprime al meglio nella difesa: proteggere se stessi è vero "budo"; non a caso la prima tecnica di tutti i kata è una parata. Nelle arti marziali, infatti, ogni attacco deve essere definitivo: è quindi comprensibile che la tecnica difensiva
assuma un'importanza vitale. L'applicazione corretta di un bloccaggio deve essere tale da mettere, di per sé, in difficoltà l'attaccante. Per far che ciò avvenga, è necessario attenersi ad una serie di regole, innanzitutto occorre valutare:
distanza, forza e direzione dell'attacco e reagire muovendo un solo braccio o tutte e due (awase. morote o juji) in modo sufficiente a proteggersi. A seconda della zona che subisce l'attacco, le tecniche di difesa fondamentale si distinguono
in parate al viso (jodan uke), al tronco (chudan uke) e verso il basso (gedan uke). Di norma ognuna di queste azioni deve essere seguita da un forte contrattacco che neutralizzi l'avversario. La parata comunque, non consiste in un semplice
movimento del braccio ma deve sfruttare la forza di tutto il corpo. Si deve dunque assumere una posizione stabile e bassa per usufruire dell'energia di reazione generata dalla pressione dei piedi al suolo. Tale energia viene incrementata dalla
rotazione delle anche e attraverso la contrazione addominale e dal fianco viene indirizzata sul punto d'impatto La corretta posizione del gomito rispetto al corpo è condizione essenziale per l'efficacia della tecnica: se il braccio è disteso,
la parata si indebolisce, se è raccolto si riduce la garanzia della distanza. Un'esecuzione corretta impone che il polso ruoti velocemente al momento del contatto, contemporaneamente si esegue una rapida espirazione che mobilita la massima
energia interna a supporto della tecnica (kimè). Una stessa difesa può essere applicata con finalità e intenzioni diverse a seconda delle circostanze: è possibile impiegare forza in quantità appena sufficiente per deviare l'attacco oppure
utilizzare tutta la potenza per colpire il braccio dell'avversario., infliggendoli un danno e scoraggiarlo dall'intenzione aggressiva, così come è possibile utilizzare una tecnica per sbilanciare l'avversario o per guadagnare la distanza di
sicurezza. Eseguendo una tecnica difensiva, bisogna aver cura di non eccedere nei movimenti, quindi di "parare più del necessario": L'apertura nella guardia e lo sbilanciamento del corpo che ne derivano rendono difficile coordinare una
efficace tecnica successiva. Il momento più opportuno per applicare la parata è determinato dal ritmo del combattimento e dalla distanza dei due contendenti. In ogni caso è meglio agganciare l'attacco prima che si sviluppi completamente perché
in fase finale la tecnica offensiva acquista velocità e viene indirizzata con precisione e profondità dalla rotazione del polso. La determinazione psichica e la contrazione muscolare ne rendono ancora più difficile il bloccaggio. Tutti i
principi fin qui esposti devono trovare applicazioni nelle situazioni reali, anche se in questi casi non si impiega necessariamente la forma fondamentale. Quando l'attacco giunge inaspettato, la parata deve essere ugualmente efficace qualunque
sia la posizione del difensore, tardare, nel tentativo di assumere la postura fondamentale, potrebbe in questo caso rivelarsi pericoloso. Per salvaguardare la propria incolumità, la scelta del tempo e la risposta istintiva diventano
essenziali. E' indispensabile entrare in armonia con l'avversario, dirigendo lo sguardo ai suoi occhi. Concentrare l'attenzione sul viso dell'avversario offre la possibilità di intuire le mosse, il momento dell'esecuzione viene spesso tradito
da variazioni più o meno accentuate dell'espressione del viso, per cui distogliere lo sguardo o chiudere gli occhi solo per un istante, durante un combattimento crea una condizione di assoluta inferiorità, negando al difensore il tempo per la
giusta reazione. Solo l'allenamento corretto e costante garantisce l'affidamento di questi aspetti essenziali, ma non si deve mai dimenticare che lo scopo delle tecniche nel karate è di fare desistere l'avversario dalla sua minaccia. Come
più volte detto dal Maestro Kase: "Una forte parata è il miglior biglietto da visita". "UKE WA KIME NARI"