La via del Karate
Taiso (ginnastica): 20-30 minuti della lezione sono dedicati alla ginnastica a corpo libero, in cui una cura particlare viene dedicata alle articolazioni; Kihon Kumite
(tecniche): studio delle tecniche del karate inizialmente con l'eseguzione di un solo passo (Ippon Kumite), successivamente tre passi (Sambon Kumite) e infine cinque passi (Gohon Kumite). Si tratta della forma elementare
di combattimento necessaria per ottenere una qualità tecnica soddisfacente. Jiyu Ippon Kumite: forma elementare di combattimento con passi liberi e tecniche dichiarate. Questo tipo di allenamento richiede un certo livello di
conoscenza di base e si propone come formazione per gli spostamenti (Tai-Sabaki). Caratteristica fondamentale è la ricerca della distanza (Maai). Unendo la precisione studiata nel Kihon Kumite
alla capacità di spostamento e al controlle della distanza dall'avversario siamo pronti a passare al livello successivo. Jiyu Kumite: stadio finale e quindi massima espressione del Karate. Un lungo allenamento negli stadi precedenti
permette di praticare un Kumite pulito. La qualità del karateka si vede nella capacità di contrallare la situazione in maniera pulita e con stile. Kata: sono combattimenti ideali contro più avversari. Le loro origini sono molto
lontane nel tempo, anche se nell'immediato sopoguerra i Kata subirono svariate modifiche ad opera dei vari maestri. Nel 1948 presso l'Università Waseda alcuni allievi e il maestro Gichin Funakoshi approvarono e sancirono alcuni criteri
unificatori dei Kata. In passato, dato che il Karate era solo un arte marziale e non un'attività sportiva, i Kata erano l'unica forma di allenamento al combattimento. Si può quindi intuire facilmente quale sia la loro importanza. Allenare un
Kata significa conoscere con estrema precisione le tenciche e la loro applicazione al punto di dar loro un vero e proprio spirito vitale. Goshin Do (difesa personale): l'antica arte marziale del Karate aveva come scopo principale la
difesa personale. Il cuore dell'allenamento erano i Kata (combattimenti ideali) e non era considerata necessaria l'esercitazione in gruppo. Infatti il Kumite (combattimento libero) ha iniziato ad essere studiato in tempi relativamente recenti
(verso gli anni '20) e ad essere praticato ufficialmente nel 1936. Nei Kata, tuttavia, ci sono tecniche che non si trovano contemplate nel Kihon (studio dei singoli movimenti) e che possono essere utilmente riprese e approfondite nell'ottica
della difesa personale. In questo senso il Goshin Do è una sorta di ritorno alle origini del Karate, che tuttavia tiene conto anche delle esperienze e dei progressi fatti in tempi recenti.