Sapersi concentrare: mettere il proprio KI, la propria energia vitale, in una sola azione per volta. L'allenamento della concentrazione fa si che poco a poco, ci si possa concentrare su una cosa per volta, ma si è anche coscienti di ciò che accade intorno. E' sempre necessario concentrarsi su un solo punto: così, nelle arti marziali, dico che bisogna concentrarsi sugli occhi, questo non impedisce di sentire il minimo movimento dell'avversario. Quando si pratica "zazen" , bisogna concentrarsi sulla posizione e la respirazione, nelle arti marziali bisogna concentrarsi sull'allenamento, la respirazione e in caso di combattimento, sull'avversario. Bisogna concentrarsi in generale pienamente in ogni azione. Per esempio si beve dell'acqua, non fare che quello, bere l'acqua. Concentrarsi sull'acqua che si beve e così di seguito. Non vale la pena pensare troppo. Al contrario, pensare con il corpo, con l'istinto. Si può sentire tutto grazie all'intuizione, nella storia del Giappone, esiste l'esempio di un samurai cieco che nessuno seppe mai colpire; Non si muoveva, aspettava e sentiva attraverso l'intuizione i movimenti dell'avversario, sentiva la minima vibrazione. E' senz'altro possibile! Considerare il numero di cose che si percepiscono nello zazen! Si è immobili e comunque si sente il minimo gesto di coloro che ci sono attorno. Vediamo attraverso gli occhi della coscienza. La concentrazione si acquisisce grazie all'allenamento: rimanere concentrati su ciascun gesto, ritornare alla condizione normale del corpo e dello spirito. Alla fine, la volontà non entra più in gioco, accade automaticamente, naturalmente e inconsciamente, senza fatica, mentre con la volontà il cervello frontale si affatica e con lui l'intero essere. Nel combattimento, i dan inferiori si affaticano rapidamente poiché sono sotto tensione, si domandano senza sosta ciò che è necessario fare, quando agire, ecc. Nello stesso modo è un cattivo attore chi pensa al suo ruolo mentre recita; Deve viverlo, è tutto. Donarsi pienamente, si comprende questo molto semplicemente grazie allo zazen.